Fonte: artego

Nazione: ITALIA

Fonte: ARTEGO

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L’intervista

[Alisia Viola]: Come nasce una tua opera?

[Cesare Catania]: “Le mie opere nascono generalmente da momenti di vita quotidiana. Inizialmente venivano concepite dopo una fase di introspezione, adesso invece possono nascere semplicemente durante una cena con amici.
Diciamo che nel corso degli anni ho imparato a riconosce una ispirazione artistica da un sentimento, sino a prima non riuscivo mai a scindere l’arte dalla vita, anche se ancora oggi sono fortemente convinto che le due siano la stessa cosa.”

Quali sono i tuoi riferimenti nel mondo dell’arte?

“Non ho dei riferimenti specifici; sicuramente hanno influito nel mio percorso grandi maestri come Leonardo Da Vinci, dal quale ho cercato di riprendere il rigore compositivo, figure ecclettiche come Picasso, dal quale ho attinto alla deformazione della realtà guardandola da prospettive differenti. Ogni forma d’arte che sia definibile come tale mi emoziona e potrebbe incidere sul mio lavoro.”

Il tuo è un mondo dove scienza e arte creano un connubio perfetto. Sostieni spesso di preparare le tue opere come veri e propri progetti e studi statici…

“Diciamo che l’espressione artistica nel mio caso avviene dopo un processo di sedimentazione dell’ispirazione e dell’emozione che l’ha generata. In questo processo di maturazione, che può durare qualche giorno o qualche settimana, mi aiuta disegnare bozzetti e schizzi preparatori. Nel caso di una scultura questo processo è assolutamente naturale e comune, se ci pensi lo scultore prima di realizzare un’opera deve necessariamente produrre uno schizzo. Nel caso della pittura invece questo processo non è intrinseco. Quando realizzo quadri 3D, li concepisco esattamente con lo stesso processo realizzativo delle sculture; studio non solo la parte estetica dell’opera ma anche quella fisica e statica, in modo da garantire ad esempio che il gesso o il silicone rimangano fissati sulla tela in modo permanente.”

Quanto è importante secondo te il passato per immaginare e costruire il futuro?

“Il passato è per tutti il nostro Curriculum Vitae; ci insegna come migliorare nel futuro e a costruirlo nel modo migliore. Senza un passato non esisterebbe quello che definiamo presente e tutto quello che verrà successivamente. Tale conoscenza ci permette di comprendere al meglio il nostro pensiero nel contesto attuale. È fondamentale lo studio del passato anche per capire la direzione che si vuole percorrere.”

Pensando alle tue opere mi viene subito in mente Arlecchino, una figura di cui la prima apparizione risale al XII secolo e che tu hai reinterpretato e rivisitato in chiave contemporanea e futuristica. Chi potrebbe essere oggi Arlecchino?

“Arlecchino potrebbe essere chiunque. Era comico e drammatico allo stesso tempo, un personaggio pieno di sfaccettature. Forse per questo è stato ripreso da innumerevoli artisti e pittori del passato. Basti pensare a Picasso e a Cézanne. Nel corso della mia vita ho realizzato ben quttro opere fisiche e due opere digitali raffiguranti Arlecchino. Per me la sua immagine rappresenta in toto il genere umano, un uomo pieno di sogni, desideri, ricco di sfaccettature e allo stesso tempo incarna la vita di ciascun individuo che potrei definire tragico-comica.”

La pittura e la scultura hanno da sempre rappresentato i tuoi medium per eccellenza. Quando hai deciso di fruire anche del digitale come mezzo di espressione?

“Utilizzo l’arte digitale come mezzo di espressione già da diversi anni a supporto dei miei progetti artistici. Il passaggio da arte digitale come strumento di supporto ad arte digitale assoluta e quindi alla realizzazione di opere NFT è avvenuto in modo totalmente naturale e spontaneo. Non pongo confini e limiti al mio incessante bisogno di raccontare; continuo a sperimentare svariati medium espressivi. in questo momento in particolare fruisco sia dell’arte materica, quella tangibile, sia dei token, opere digitali. Sono due esperienze e due emozioni diverse. È importante sapere scegliere con cura quando utilizzare una e quando l’altra.”