Cesare Catania presenta la sua opera phygital “L’Abbraccio” alla 60ª Biennale di Venezia, promuovendo arte inclusiva e dialogo tra culture.
60° Esposizione Internazionale d’Arte di Venezia
Giuseppina Testoni.
…Spostiamoci a Venezia per la sessantesima esposizione internazionale d’arte la biennale tra l’altro oggi ha parlato proprio il presidente della Biennale di Venezia, @pietrangelobuttafuoco , aprendo la conferenza stampa di inaugurazione della sessantesima esposizione internazionale d’arte “Stranieri Ovunque” ha detto “Venezia è la città dove ogni straniero da sempre trova domicilio” e allora è collegato con noi Cesare Catania. Buon pomeriggio. Eccoci perché lei è tra le voci ufficiali del padiglione della Repubblica del Camerun ed è presente a Venezia con una sua opera. Allora ci racconti…
Cesare Catania
Sì, esatto. Quest’anno espongo un’opera inclusiva che si chiama “L’Abbraccio”, è un’opera dell’anno scorso, quella fisica, quest’anno espongo un’opera Phygital. Quindi diciamo che è a metà tra l’opera fisica e l’opera digitale. Ci sono un paio di progetti legati a quest’opera: uno è un progetto di arte democratica, di arte inclusiva. È un progetto dove sostanzialmente le persone inquadrano l’opera e possono giocare. Ecco, diciamo che attraverso l’opera d’arte, le persone possono venire in contatto con una realtà che è una realtà dinamica, cinetica, digitale. E poi invece c’è una realtà più legata all’intrattenimento che è quella di una sorta di software, di configuratore dove ognuno di noi può scolpire la propria scultura dell’Abbraccio. Quindi ognuno di noi in pratica può venire a contatto diretto con l’opera che ha realizzato appunto l’artista ponendo la sua firma su una versione digitale di questa stessa opera.
Giuseppina Testoni.
Ecco. E tra l’altro questo è anche in linea con quello che diceva appunto Buttafuoco… del fatto che la che Venezia è una città dominio straniero, da sempre trova domicilio, ma in realtà proprio rimanda al dialogo e all’importanza della vicinanza tra popoli.
Cesare Catania.
Sì, esatto. Diciamo che il titolo proprio “Stranieri Ovunque” è molto ampio. Però è focalizzato sul fatto che ovunque noi, ovunque ci troviamo, in qualche maniera possiamo essere stranieri e ovunque ci troviamo possiamo allo stesso modo trovare degli stranieri. “L’Abbraccio” in questo senso è un’opera che in qualche maniera riunisce tutte le le diversità e eventualmente le le discriminazioni. Insomma, vuole superare le discriminazioni e le diversità.
Giuseppina Testoni.
Ecco, ricordiamo dunque dicevamo padiglione della Repubblica del Cameron per quanto tempo si potrà ammirare quest’opera
Cesare Catania.
La Biennale apre ufficialmente al pubblico il 20 aprile, e fino alla fine di novembre (24 di novembre). Quindi tutti i giorni è aperta gratuitamente.
Giuseppina Testoni.
Grazie. Allora, grazie per questa testimonianza a Cesare Catania. Grazie per essere stato con noi qui a pomeriggio. Ventiquattro,
Cesare Catania.
grazie a voi.